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Prensa / Internet
Nuovo amore tra Argentina e Brasile?
9 de diciembre de 2005
Fuente: NIP - News Italia Press (Italia)

Dopo alcuni mesi di imbarazzo diplomatico, Buenos Aires e Brasilia, nel giorno del ventesimo anniversario della nascita del Mercosur, dimostrano come la convergenza osservata durante la Cumbre de las Americas non sia stato un riavvicinamento transitorio

Iguazú – Le traiettorie politiche del Capo di Stato brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e del premier argentino Néstor Kirchner, sembrerebbero essere tornate, nelle ultime settimane, dopo mesi di raffreddamento e allontanamento diplomatico tra i due Paesi, ad indicare una stessa direzione comune in politica estera ed economia internazionale. A sottolinearlo, dopo una prima convergenza già delineata durante la IV Cumbre de las Americas tenutasi a Mar del Plata tra il 4 e il 5 novembre scorsi, ha contribuito l'incontro bilaterale svoltosi stamani nella città di Iguazú.

Un colloquio organizzato dalle rispettive amministrazioni nazionali, essenzialmente per districare alcune controversie commerciali esistenti tra Buenos Aires e Brasilia e per dare occasione ai due politici di trovare una linea condivisa e una strategia comune con cui presentarsi alle prossime riunioni con il Fondo Monetario Internazionale (Fmi). Ma la sede scelta come luogo del meeting, la stessa in cui esattamente 20 anni fa Brasile e Argentina mossero il primo passo verso l'integrazione regionale del Mercosur, attraverso la firma della Declaración di Iguazú, aveva già indicato il terreno di amicizia e di cooperazione bilaterale sul quale avrebbe poggiato l'incontro stesso. E la probabile inclusione delle questioni citate in un discorso più ampio, inerente al futuro dell'unificazione economico-politica della regione.

"Il Mercosur è stato al centro delle discussioni tra i due presidenti – sostiene il rettore della Facultad de Economía dell'Universidad Nacional del Comahue, Graciela Landriscini -, in quanto i vari colloqui intrapresi hanno riflettuto un interesse di entrambe le Cancellerie nel definire una nuova integrazione regionale per affrontare il secolo XXI, una nuova unione che privilegi aspetti politici finora rimasti sulla carta". L'obiettivo finale sembrerebbe, dunque, secondo le parole della docente di origine italiana, determinare nuove strategie per permettere uno sviluppo verso forme sovranazionali emulanti il modello europeo. "Ma esattamente come dimostrato dal caso dell'Unione Europea, una qualsiasi integrazione politica – ragiona la Landriscini – necessita di un'armonizzazione delle politiche economiche, commerciali, finanziarie e monetarie dei Paesi membri".

Un'esigenza di coordinamento che ha rappresentato, nel vertice di oggi e nei giorni precedenti, il materiale concreto sul quale hanno lavorato congiuntamente le amministrazioni nazionali, in una sinergia d'intenti che ha permesso l'elaborazione di 23 protocolli, firmati a Iguazú dai due politici. Documenti che segneranno l'inizio o l'approfondimento di una collaborazione bilaterale ed estensibile agli altri Paesi membri del Mercosur, Uruguay e Paraguay, su alcune tematiche particolari, come la cooperazione nucleare e militare, gli interscambi artistico-culturali, il dialogo sociale, la creazione di infrastrutture, lo sfruttamento collettivo di risorse energetiche. "Proprio quest'ultimo ha costituito un aspetto assai rilevante – sostiene la Landriscini -, viste le recenti difficoltà del governo argentino nel garantire un'offerta energetica adeguata al fabbisogno e alla crescita attuale del Paese. In tal senso, fondamentale è stato l'accordo sulla Cuenca del Rio de La Plata, un bacino che potrebbe rappresentare una fonte importantissima di energia idroelettrica e che per la sua posizione necessita di un contributo multilaterale".

"Un altro nodo cruciale dell'avvicinamento avvenuto oggi tra le due capitali e prova del clima costruttivo respirato ad Iguazú – interviene Matías Franchini, analista dell'area politica latino-americana del Centro para la Apertura y el Desarrollo de América Latina (CADAL) – è stata la risoluzione quasi definitiva del contenzioso sulla clausola di adeguazione competitiva (una riserva ufficiale di Buenos Aires, che si arroga il diritto di porre, in caso di necessità, una quota alle importazioni di manufatti brasiliani, ndr): per quanto una tale misura possa apparire in un certo senso contraria alla direzione della creazione di un mercato unico, Lula sembrerebbe aver accolto le resistenze degli industriali argentini, oggi effettivamente non in grado di competere con i vicini. Certo, la concessione di certi privilegi non deve rappresentare la normalità quanto un'eccezione, ma credo che gli esecutivi del Mercosur ne siano consapevoli".

La questione sulla competitività commerciale, tuttavia, non sembrerebbe remare contro la creazione di un Mercosur più solido, in quanto quello che si vorrebbe evitare è una suddivisione del lavoro a livelli nazionali, con alcuni Paesi membri specializzati in settori meno sviluppati ed altri più tecnologicamente avanzati. Lo stesso premier, esponente del Partido dos Trabalhadores avrebbe sposato questa linea, dichiarando: "Al Brasile interessa che l'Argentina abbia una forte capacità industriale ed un alto livello di produttività, in modo tale che vi sia un'integrazione equa e diffusa nell'intero Mercosur".

Una posizione, quella dell'ex sindacalista ora Premier, che esprime un cambio di valutazione importante del suo esecutivo, rispetto a qualche mese fa, quando Brasilia sembrò accogliere gli attacchi anti-argentini della sua classe imprenditoriale. Una variazione simile a quella manifestata sul campo finanziario. "Fino al 2004, il governo di Lula si era rifiutato di sostenere le rivendicazioni argentine nei confronti del Fmi – continua Franchini – e l'opposizione di Buenos Aires al pagamento dei propri debiti con l'organizzazione. D'altra parte, il Brasile aveva prodotto notevoli sforzi per mantenere i propri impegni con il Fondo e non sarebbe stato coerente appoggiare una politica opposta. Le cose sembravano essere cambiate con il Consenso firmato due anni fa, che, tuttavia, si dimostrò essere lettera morta. Ma oggi le cose paiono aver preso una piega diversa, con la dichiarazione formale di una vocazione comune".

Da dove nasce il nuovo innamoramento diplomatico dei due Paesi? "Un elemento che ha rafforzato la coesione tra i due Stati – asserisce la Landriscini – è stata l'alleanza innalzata durante la Cumbre panamericana in funzione non proprio anti-statunitense, ma sicuramente difensiva contro certi atteggiamenti di Washington; per  esempio, la riluttanza dell'amministrazione Bush nel sottoscrivere il protocollo di Kyoto, o una certa arroganza diplomatica nei confronti dell'America del Sud. Non scordiamo che proprio tali gesti hanno condotto all'invito rivolto a Chavez e al suo Venezuela di entrare nel Mercosur".

"Non credo che si possa parlare di un nemico statunitense – frena Franchini -, ma sicuramente un leggero raffreddamento delle relazioni con Washington potrebbe aver contribuito all'avvicinamento di Argentina e Brasile. E su tale scenario potrebbe, ad esempio, aver giocato un ruolo importante la comune opposizione alle negoziazioni dell'ALCA (la Área de Libre Comercio de las Américas, ndr ) nei termini indicati dagli Stati Uniti".